Parodontite: la malattia silenziosa che distrugge i denti senza fare male
26 Marzo 2026

Dott. Filippo Chelli

osteoporosi.

 

osteoporosi.

Lascia che ti faccia una domanda diretta.

Quando ti lavi i denti, le gengive sanguinano?

Se hai risposto “sì, ma tanto capita a tutti”… quello che stai per leggere ti riguarda da vicino.

Il problema che nessuno riconosce in tempo

In Italia quasi 9 milioni di adulti soffrono di parodontite grave.

Eppure la maggior parte di loro non lo sa.

Perché? Perché questa malattia non fa male. Non all’inizio, almeno.

La parodontite — quella che fino a pochi anni fa si chiamava “piorrea” — è un’infezione batterica che attacca le gengive e l’osso che tiene i denti in sede. Avanza in silenzio, per mesi, a volte per anni.

Quando comincia a fare male, spesso è già troppo tardi.

I numeri che fanno riflettere

I dati presentati al recente congresso della Società Italiana di Parodontologia (SIdP) sono chiari:

  • Nel mondo, i casi di parodontite grave sono più che raddoppiati in trent’anni
  • Si è passati da 559 milioni a oltre 1,1 miliardi di persone colpite
  • In Italia il 15,7% degli adulti ha le gengive gravemente malate: peggio di Spagna, Francia e Regno Unito
  • Le proiezioni parlano di oltre 1,5 miliardi di casi entro il 2040

Numeri da epidemia. Per una malattia di cui quasi non si parla.

I segnali che stai ignorando

Ecco i campanelli d’allarme più comuni. Leggili con attenzione:

  • 🔴 Le gengive sanguinano quando ti lavi i denti o usi il filo
  • 🔴 Hai l’alito cattivo persistente che non passa nemmeno con il collutorio
  • 🔴 Un dente sembra essersi mosso, anche di poco
  • 🔴 Le gengive si sono abbassate e i denti sembrano più lunghi di prima

Queste non sono “cose che capitano a tutti”.

Le gengive sane non sanguinano. Mai.

Se uno di questi segnali ti suona familiare, non aspettare.

 

Cosa succede se non intervieni 😟

La parodontite distrugge progressivamente l’osso che sostiene i denti.

Non ci sono altri modi per dirtelo.

Il risultato finale, nei casi non trattati, è uno solo: la perdita dei denti. Non per carie, non per un trauma. Semplicemente perché non hanno più nulla che li tenga in sede.

Ed è una perdita evitabilissima.

Non è solo un problema della bocca

Negli ultimi anni la ricerca ha confermato qualcosa che cambia tutto: la parodontite non riguarda solo i denti.

I batteri e le sostanze infiammatorie che si liberano nelle tasche gengivali entrano nel circolo sanguigno e raggiungono organi lontani.

Le associazioni documentate dalla letteratura scientifica includono:

  • ❤️ Malattie cardiovascolari: chi ha la parodontite grave ha un rischio più alto di infarto e ictus
  • 🩸 Diabete: il rapporto è bidirezionale — il diabete peggiora la parodontite, e la parodontite rende più difficile controllare la glicemia
  • 🤰 Parto prematuro
  • 🧠 Declino cognitivo
  • 🫁 Malattie respiratorie

La bocca non è un compartimento separato dal resto del corpo.

La buona notizia: si tratta. E si tratta bene. ✅

Se diagnosticata in tempo, la parodontite si cura efficacemente.

Le terapie disponibili — dalla detartrasi profonda fino alle procedure chirurgiche nei casi più avanzati — permettono di:

  • Bloccare la progressione della malattia
  • Eliminare l’infezione batterica in profondità
  • Mantenere i denti per tutta la vita nella grande maggioranza dei casi

La differenza la fa solo una cosa: la diagnosi precoce.

Intercettare i segnali nelle fasi iniziali significa trattamenti più semplici, meno invasivi e più efficaci.

Cosa puoi fare adesso

Primo. Fai attenzione ai segnali che ti ho elencato sopra.

Secondo. Pianifica un controllo periodico almeno una volta l’anno — è sufficiente per intercettare la malattia in fase iniziale.

Terzo. Se le gengive sanguinano, se senti un dente mosso, se l’alito non migliora: non cambiare dentifricio. Vieni a farti valutare da un professionista.

Come valutiamo la salute delle tue gengive a Porto San Giorgio

Nel nostro centro a Porto San Giorgio (FM) eseguiamo sondaggi parodontali per misurare lo stato di salute delle tue gengive e individuare eventuali tasche gengivali anche nelle fasi più precoci della malattia.

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Non aspettare che faccia male. Perché di solito, quando fa male, il danno è già fatto.

Filippo Chelli — Direttore Sanitario, Chelli Centro Odontoiatrico

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