fitta al dente.
fitta al dente.
Hai un dolore strano al dente.
Arriva quando mordi qualcosa, magari un cibo croccante.
A volte si sveglia con un sorso d’acqua fredda.
Poi, dopo un istante, sparisce. Come se niente fosse.
Niente strascichi per i successivi minuti, nessun risveglio notturno.
Tu lo segnali, vai al controllo, magari ti ci fanno anche una lastrina.
NIENTE! Il dente, all’apparenza, sta benissimo.
Eppure quella fitta torna. Sempre nello stesso punto e non riesci nemmeno a spiegarla bene.
Se ti ritrovi in questa scena, potrebbe esserci una spiegazione precisa. Si chiama sindrome del dente incrinato (in inglese cracked tooth syndrome).
Ma perché la lastra non la vede 🤔
È una domanda intelligente che merita una risposta articolata.
Una radiografia tradizionale è un’immagine piatta: un fotogramma che non ci dice nulla degli spessori.
Vede bene la carie, vede l’osso, vede le otturazioni.
Ma un’incrinatura è spesso una linea sottilissima, orientata in un modo che alla lastra può sfuggire.
Pensa alla crepa nel parabrezza dell’auto.
All’inizio è una riga piccola, quasi invisibile. Non la noti finché la luce non la prende nel modo giusto.
Ma a ogni sobbalzo, a ogni buca, quella riga si allunga un po’ senza che tu lo noti.
Il dente incrinato si comporta così. Ogni volta che mastichi, la microfrattura lavora, e tende a estendersi.
Per questo aspettare non è mai una buona idea.
Convivere con la fitta per mesi non la fa passare: dà solo tempo alla crepa di approfondirsi. E una crepa più profonda rende i giochi più difficili.
Il segnale tipico, e da cosa distinguerlo
C’è un dettaglio che, più di ogni altro, fa pensare al dente incrinato.
Il dolore spesso non arriva quando stringi il morso, ma quando rilasci!
Mordi, e per un attimo va tutto bene. Apri la bocca, e in quell’istante parte la fitta.
Succede perché, mordendo, le due sponde della microfrattura si avvicinano; quando rilasci, si riaprono di scatto.
È un segno abbastanza tipico. Se lo riconosci, sei già a metà strada.
Attenzione, però: non tutto ciò che fa male a momenti è un dente incrinato.
La sensibilità al freddo, di solito, riguarda più denti insieme, dura finché c’è lo stimolo e spesso dipende da gengive ritirate o smalto consumato.
(tranne il caso in cui ci sia un dente cariato… ma quella è tutta un’altra storia!)
Il dente incrinato, invece, di solito è un dente solo, e la fitta è legata al morso più che alla temperatura.
E digrignare, magari di notte, può essere un complice, perché carica i denti di forze che possono far partire o allargare una crepa.
Distinguere bene tra questi quadri è uno dei motivi per cui serve una visita: i tre problemi possono anche convivere nello stesso paziente.
Non tutte le incrinature sono uguali 🦷
Quando si parla di dente incrinato si tende a mettere tutto in un unico cassetto. In realtà i dentisti distinguono situazioni diverse, con gravità e prospettive molto diverse tra loro.
Le linee di crinatura dello smalto: righe sottili e superficiali, che restano nello strato esterno del dente. Sono comuni, di solito non danno dolore e non richiedono cure.
La cuspide fratturata: una punta del dente si indebolisce e si stacca, spesso accanto a una vecchia otturazione. È tra le situazioni più semplici da risolvere.
Il dente incrinato vero e proprio: la crepa parte dalla superficie masticante e si dirige verso la radice, ma il dente è ancora unito in un pezzo solo. Qui il tempo conta moltissimo: prima si interviene, più la crepa resta gestibile.
La frattura verticale della radice: È la situazione con le prospettive peggiori, perché la radice è la base che regge tutto.
La maggior parte dei denti incrinati che vediamo non è all’ultimo gradino. E ogni gradino in meno significa una cura più semplice e più conservativa.
Che cosa la rende più probabile
Una crepa non nasce dal nulla. Di solito c’è un terreno che la favorisce.
I denti con otturazioni grandi e datate: un’otturazione ampia lascia meno dente pieno intorno, e le pareti che restano lavorano sotto sforzo.
Il bruxismo: digrignare e serrare i denti, soprattutto di notte, scarica sui denti forze molto superiori a quelle della normale masticazione.
L’abitudine di masticare cose molto dure: ghiaccio, noccioline, caramelle dure, o usare i denti per aprire le cose.
I denti che hanno subìto una devitalizzazione e non sono stati protetti con una corona: senza la polpa il dente diventa più fragile, e una cuspide può cedere.
Riconoscerti in uno di questi punti non vuol dire che hai di sicuro un dente incrinato. Vuol dire che, se quella fitta compare, conviene prenderla sul serio invece di rimandare.
Come la cerchiamo, e come si cura
Visto che la radiografia normale spesso non basta, presso il nostro Centro di Porto San Giorgio per il dente incrinato usiamo più esami che lavorano insieme.
- Il test del morso: ti facciamo mordere un piccolo strumento, una cuspide alla volta. Il dente incrinato di solito risponde su un punto preciso.
- La transilluminazione: una luce intensa appoggiata al dente. Una crepa vera ferma la luce e si rende visibile come un’ombra netta.
- Il sondaggio attorno al dente e, quando serve, una colorazione che fa emergere la linea della frattura.
- In casi selezionati, una TC 3D mirata, la cosiddetta CBCT, che mostra il dente in tre dimensioni e non più solo di piatto.
Una volta capito che tipo di incrinatura hai, ti proponiamo la soluzione più adatta.
Nelle situazioni iniziali si punta a proteggere il dente e a togliergli sovraccarico: una ricostruzione che abbraccia la cuspide debole, a volte un intarsio.
Quando la crepa è più profonda o ha raggiunto la polpa, può servire la devitalizzazione seguita da una corona, che tiene insieme il dente come un cerchio attorno a una botte.
Nei casi in cui la frattura ha già diviso il dente o coinvolge la radice si valuta invece l’estrazione, e come sostituire il dente.
Una fitta che torna merita una risposta
Un dente che fa male a tradimento è un segnale. E come tutti i segnali, conviene ascoltarlo quando è ancora piccolo.
Se da settimane senti queste fitte al morso e una radiografia non ha spiegato il perché, una prima visita serve esattamente a questo: mettere a fuoco cosa sta succedendo, con gli strumenti giusti.
Chiamaci o scrivici su WhatsApp al 334 753 1558 e fissa la tua prima visita. Ti aspettiamo in Via Domenico Collina 19, a Porto San Giorgio, in provincia di Fermo. 📍
Per un dente incrinato preso in tempo, molto spesso la soluzione è più semplice di quanto temi. 💙
Filippo Chelli — Direttore Sanitario, Chelli Centro Odontoiatrico








