Gengiva ritirata? Cos’è l’innesto gengivale e perché potrebbe essere la soluzione che stai cercando.
12 Giugno 2026

Dott. Filippo Chelli

innesto gengivale.innesto gengivale

innesto gengivale.

Gengiva ritirata? Cosa sono gli innesti gengivali e perché potrebbero essere la soluzione che cerchi.


Ti guardi allo specchio e noti che un dente sembra più lungo degli altri. 🤔

Magari senti anche una fitta quando bevi qualcosa di freddo, proprio lì, vicino al bordo della gengiva.

È un cambiamento che mette in ansia, perché sembra che la gengiva si stia “consumando”.

In realtà, nella maggior parte dei casi, non è il dente ad allungarsi: è la gengiva che si ritira e scopre la radice.

Si chiama recessione gengivale.

E quando il dentista ti parla di “innesto” per risolverla, spesso parte subito la paura: un intervento, prendere un pezzo di palato, il dolore.

Vediamo insieme cosa succede davvero. Perché la realtà è molto meno spaventosa di quella che ti immagini.

Perché la gengiva si ritira


Pensa alla gengiva come al mare che lambisce la superficie di uno scoglio.

Quando c’è bassa marea, la roccia che affiora dal mare è maggiore e lo scoglio sembra più grande.

Con i denti succede qualcosa di simile.

Le cause possono essere diverse, e spesso lavorano insieme.

  1. Spazzolamento troppo aggressivo: una tecnica scorretta, o uno spazzolino a setole dure usato con forza, nel tempo può logorare il bordo gengivale.

Un esempio frequente in studio è proprio questo: una persona convinta di “pulire meglio” spazzolando con energia, che invece, anno dopo anno, ha consumato la gengiva sui denti più esposti.

  1. Parodontite — meglio conosciuta come piorrea: l’infiammazione cronica consuma l’osso e la gengiva che sostengono il dente.
  2. Posizione del dente e frenuli: un dente un po’ fuori fila, o un piccolo “tirante” di mucosa, può favorire la recessione proprio in quel punto.

Capire quale di queste cause sta agendo su di te è il primo passo, e non è un dettaglio: se non si toglie la causa, la gengiva tende a ritirarsi di nuovo.

Quando una recessione va affrontata


Stando alle linee guida più recenti, queste sono le indicazioni a procedere:

1.Esigenze estetiche (recessioni visibili);

  1. Sensibilità al freddo;
  2. Recessioni in progressione
  3. gengiva cheratinizzata insufficiente per il controllo di placca: la gengiva cheratinizzata è quella che sta bella adesa alla radice, come un guanto di gomma resistente. Manca quella e tutto è più difficile. 

Cos’è davvero un innesto gengivale


Andiamo al sodo! In cosa consiste l’innesto?

L’innesto gengivale serve a ricostruire il tessuto che si è ritirato, riportandolo a coprire la radice scoperta e a rinforzare la gengiva in quel punto.

In molti casi il tessuto si preleva da una zona nascosta del palato, dove non si vede e si rimargina da sola in pochi giorni.

È proprio l’idea del “prelievo” che spaventa di più, ma è una zona piccola e interna, che il tuo corpo richiude in fretta.

Anche la tecnica con cui si copre la radice è cambiata: si lavora spesso con piccoli accessi e gengiva fatta scivolare delicatamente sopra la radice, in modo molto più conservativo rispetto a quello che si immagina.

Quale strada sia la migliore dipende dal tuo caso: da quanta gengiva c’è da ricostruire, dalla posizione del dente, dalle tue esigenze.

“Ma fa male?” Cosa ti puoi aspettare


Domanda che va per la maggiore!

L’intervento si esegue in anestesia locale: durante la procedura non senti dolore.

Nei giorni successivi puoi avvertire un fastidio nella zona trattata, di solito gestibile con i comuni antidolorifici e un po’ di attenzione su cosa mangi.

Se è stato fatto un prelievo dal palato, è quella la zona che nei primi giorni può dare un po’ più di fastidio: un po’ la sensazione di una piccola scottatura sul palato, che poi passa.

La maggior parte delle persone torna alle attività di tutti i giorni già il giorno seguente, con solo qualche attenzione in più su quella zona per qualche settimana.

Lo dico perché, nella mia esperienza, la paura dell’innesto è quasi sempre peggiore dell’innesto stesso.

Cosa succede dopo l’innesto


Nei primi giorni la zona trattata va protetta: niente spazzolino sull’area dell’innesto, cibi morbidi e tiepidi, e gli accorgimenti che ti diamo caso per caso.

Il tessuto ha bisogno di un po’ di tempo per “attecchire” e integrarsi con la gengiva intorno.

Nelle settimane successive, di solito, vedrai la gengiva stabilizzarsi e la radice tornare coperta e più protetta.

Quello che diciamo sempre ai nostri pazienti è che il risultato dura nel tempo solo se si toglie la causa iniziale.

Per questo la tecnica corretta di spazzolamento e i controlli regolari non sono un di più: sono parte della cura, tanto quanto l’intervento.

E se non faccio nulla?


Una recessione lieve e stabile può anche non richiedere alcun intervento, e va benissimo così.

Il problema è quando la radice continua a scoprirsi col passare del tempo.

Più la radice resta esposta, più diventa difficile pulirla bene, e più aumenta il rischio che si carii o che diventi sempre più sensibile.

C’è anche un altro motivo per non rimandare troppo: una recessione molto avanzata è più complessa da correggere rispetto a una presa in tempo.

Per questo, anche quando decidiamo insieme di non operare subito, la zona la teniamo monitorata.

Aspettare con un occhio attento è una cosa; far finta di niente è un’altra.

Come lo affrontiamo nel nostro Centro


Prima di parlare di intervento, da noi viene sempre prima una valutazione attenta.

Se la causa è uno spazzolamento sbagliato, ti aiutiamo a correggerlo, altrimenti la recessione tornerebbe anche dopo l’innesto.

Se c’è una parodontite in corso, bisogna intervenire: ha poco senso ricostruire la gengiva su un terreno ancora infiammato.

Solo dopo, e solo se serve davvero, si pianifica l’innesto scegliendo la tecnica meno invasiva possibile per il tuo caso.

Le tue gengive vanno capite


Se ti accorgi che un dente sembra più lungo, o che le gengive si stanno ritirando, non aspettare che il problema avanzi.

Una prima visita serve esattamente a questo: capire se la recessione va solo tenuta d’occhio o trattata, e con quale soluzione. ✅

Chiamaci o scrivici su WhatsApp al 334 753 1558. Ti aspettiamo in Via Domenico Collina 19, Porto San Giorgio (FM).

Filippo Chelli — Direttore Sanitario, Chelli Centro Odontoiatrico

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