Antibiotico.
Ti fa male un dente e l’antibiotico non lo calma? Ecco perché il dolore che nasce dentro il dente si risolve solo curando la causa.
Esiste un dolore che, una volta provato, è impossibile rimuovere.
Spesso non ha un esordio improvviso e lancinante. Comincia con l’acqua fredda, il dolce… parte con calma per poi sorprenderti di notte.
A quel punto, nel buio della tua camera, e con la testa che ti scoppia, raggiungi il cassetto delle medicine, vi frughi dentro alla cieca e tiri fuori la prima cosa che ti sembra possa salvarti.
Il più delle volte la scelta cade su un calmante (Oki e Brufen vanno per la maggiore). Il dolore si affievolisce per un’ora e poi sembra tornare come prima.
Una tentazione comune è prendere quella pastiglia di antibiotico reduce dall’ultima stagione influenzale, che se ne sta a invecchiare nella confezione.
Nessun medico te l’ha prescritta, ma tu sai già che è la cosa migliore da fare. Ingolli la compressa con un po’ d’acqua e vai avanti così.
Passano due giorni e le cose sembrano migliorare. Continui il tuo antibiotico, o lo interrompi perché pensi che non serva più. Il dente duole un po’ quando mastichi, ma il fuoco si è spento.
Forse l’hai scampata. Fino a che…
Se ti sei riconosciuto in una situazione del genere, non fartene una colpa. È una delle condizioni più comuni che vediamo in urgenza presso il nostro Centro di Porto San Giorgio.
Quello che voglio farti capire in questo articolo è perché l’antibiotico in casi del genere ha la stessa utilità del rosmarino (nessuna!).
Perché fa così dannatamente male?
Il dolore forte quasi sempre nasce dentro il dente.
Lì c’è la polpa: il nervo e un groviglio di capillari che tengono vivo il dente.
Quando si infiamma o si infetta, quella zona è chiusa dentro pareti dure. Immaginala come una pentola a pressione con la valvola chiusa, lasciata sul fuoco!
Bum Bum Bum. L’infiammazione fa aumentare la pressione, e quella pressione non ha uno sfogo.
Da qui parte il tuo dolore allucinante!
È vero che la causa di tutto sono i batteri, e i batteri si sconfiggono con gli antibiotici. Ma, c’è un gigantesco ma.
L’antibiotico viaggia con il sangue e agisce dove il sangue arriva bene. È come una flotta di sommergibili che navigano nelle profondità del tuo corpo, alla ricerca dei nemici da abbattere.
In questo caso, però, il nemico non si trova nel mare, ma all’interno di una grotta collegata all’ambiente esterno da un tunnel microscopico attraverso cui il sommergibile non riesce a passare.
Così l’antibiotico non riesce ad arrivare proprio dove servirebbe, e la causa resta lì.
Inoltre devi sapere che l’antibiotico non ha nessun potere di toglierti il dolore.
Detta in altri termini, in questa prima fase del dolore (perché sì, ce n’è una seconda)! È inutile!
E perché di notte fa più male?
Se hai notato che il dolore peggiora quando ti sdrai, non è un’impressione.
Da distesi il sangue affluisce di più alla testa e la pressione dentro il dente aumenta. Quella pressione preme sul nervo, e il dolore diventa pulsante, a ondate.
È uno dei segnali più tipici che il problema è dentro, nella polpa, e non fuori.
Quando è ora di farlo vedere
La risposta a questo punto vien da sé: quando cominci a sentire dei fastidi.
Dolce, caldo, freddo, masticazione strana… Insomma, vai immediatamente dal dentista!
Perché, e questa è una notizia scoop, il problema non si risolve da solo. Nossignore!
Ma se il dente è già devitalizzato?
«Dottore, quel dente è già devitalizzato: dentro non c’è più il nervo. Come fa a far male? E perché l’antibiotico non lo sistema?»
Domanda giustissima che ci introduce quella seconda fase di cui ti parlavo prima.
Il dolore al nervo, quello che ti sveglia la notte, si chiama pulpite ed è una condizione acuta che tende a migliorare spontaneamente (sì, hai capito bene, migliora anche senza medicine), nel giro di qualche giorno.
Poi c’è una fase di strano silenzio che può durare anche delle settimane in cui tutto sembra essere guarito!
In realtà i batteri, una volta mangiato il nervo all’interno del tuo dente, cominciano la loro discesa indisturbata verso l’osso che circonda il nervo.
Ricordati: è lì che loro vogliono andare perché hanno fame e non c’è niente di meglio che papparsi il tuo corpo.
Una volta arrivati in cima alla radice, provano a uscire da quel tunnel che ti avevo descritto prima.
Ma appena messa la testa fuori, se il tuo corpo è in buona salute, il sistema immunitario comincia ad attaccarli per farli battere in ritirata.
Si crea così una situazione di stallo: una lunga battaglia di trincea che ogni tanto sfocia in un ascesso vero e proprio.
Solo qui serve
È in queste circostanze, e solo in queste circostanze, che ha senso prendere un antibiotico.
E ora possiamo rispondere all’obiezione del paziente con il dente devitalizzato che fa male.
Se un dente già devitalizzato torna a far male o si gonfia, di solito è per due motivi.
| PRIMO MOTIVO | SECONDO MOTIVO |
| Nella radice devitalizzata ci sono dei batteri che hanno creato l’ascesso. | Il dente si è rotto. |
In tutti e due i casi l’antibiotico può spegnere la fiammata per un certo tempo. Ma il focolaio resta dov’era.
La risoluzione richiede quindi un reintervento che nei casi di frattura del dente contempla purtroppo l’estrazione.
Allora l’antibiotico non serve mai?
Serve, ma in casi precisi.
Quando l’infezione esce dal dente e comincia a diffondersi: un gonfiore che cresce in fretta, che scalda, magari con febbre o difficoltà ad aprire la bocca e a deglutire.
Lì l’antibiotico è un aiuto importante per mettere in sicurezza tutto il corpo, insieme al trattamento del dente.
Vale anche per alcune persone con condizioni di salute particolari, dove va usato per prudenza.
Attento però: anche in questi casi l’antibiotico accompagna la cura, non la sostituisce. Il dente va comunque trattato.
Come lo affrontiamo nel nostro Centro
La prima cosa è capire da dove nasce davvero il dolore. Una visita e una piccola lastra, quando serve, ci dicono se il problema è il nervo, la radice o il tessuto intorno.
Poi si passa alla cura vera.
Pulire e sigillare il canale, cioè la devitalizzazione o il suo ritrattamento.
Drenare un ascesso per far uscire la pressione e toglierti subito il dolore.
Quando il dente non è più recuperabile, la scelta più logica è toglierlo e programmare come rimetterlo.
Nella maggior parte dei casi il dolore acuto si spegne già nella prima seduta, appena liberiamo quella pressione.
Spesso, una volta liberata l’infezione, anche l’anestesia lavora meglio e la cura diventa più tranquilla.
PARLIAMONE
Hai un dente che pulsa?
Se stai andando avanti ad antibiotico e pazienza, ora sai cosa devi fare. Chiamaci o scrivici su WhatsApp al 334 753 1558. Ti aspettiamo per una prima visita.
Dott. Filippo Chelli
Direttore Sanitario · Chelli Centro Odontoiatrico
Esperto in implantologia, aiuta da oltre 10 anni le persone a ritrovare la sicurezza e il piacere di mangiare e sorridere con i denti fissi. Porto San Giorgio, Fermo.









