denti fissi.
I denti si consumano e il sorriso invecchia prima di te. Perché succede, come te ne accorgi e cosa si può fare per fermare l’usura.
Guardi una tua foto di dieci anni fa e qualcosa non torna.
Il sorriso è lo stesso, ma i denti davanti sembrano diversi. Più corti, più squadrati e con i bordi frastagliati… scheggiati?!
Magari hai fatto la prova davanti allo specchio: ti metti a parlare e noti che i denti superiori si vedono meno, mentre quelli di sotto, che si intravedevano appena, adesso spuntano di più. 🤔
La triste ma inesorabile verità è che i denti possono consumarsi, un po’ ogni anno, e il sorriso invecchia prima della faccia.
Perché i denti si accorciano?
Devo ammettere che questo può sembrare un argomento banale, ma la vita mi ha insegnato a non dare nulla per scontato.
Lo smalto non si rigenera.
È l’unico tessuto duro del corpo che, una volta consumato, non torna: non c’è cellula che lo ricostruisca, non c’è dentifricio che lo rimetta (nonostante quello che promettono certe pubblicità).
Ciò che perdi non ritorna. E, purtroppo, il danno peggiora con il passare degli anni.
C’è da dire che l’usura non arriva sempre dalla stessa strada. Ne esistono di tre tipi, e quasi sempre lavorano insieme. La prima è quella difficile, se non impossibile, da controllare (ma ha comunque un rimedio!).
2- Erosione: gli acidi ammorbidiscono e sciolgono lo smalto dalla superficie.
3- Abrasione: qualcosa di meccanico gratta via il dente dall’esterno, per esempio uno spazzolamento troppo energico nel momento sbagliato.
Capire quale delle tre sta lavorando sui tuoi denti cambia completamente cosa c’è da fare.
Digrigni i denti la notte?
Tra i tanti miei difetti ce n’è uno in particolare che si adatta bene a questo discorso.
Ho i piedi piatti.
Come immaginerai, questo cambia di molto il modo in cui cammino (le mie ginocchia ne sanno qualcosa!). Sembra una sciocchezza, ma guardare la suola delle mie scarpe dopo qualche mese di utilizzo rivela una cosa davvero curiosa: la gomma della parte interna centrale e posteriore è tutta consumata.
Il bruxismo (che è digrignare i denti) e il serramento (più frequente, e vuol dire tenerli stretti) funzionano proprio così: un po’ alla volta, giorno dopo giorno, consumano i denti.
I segnali li conosci già, forse senza averli collegati: puoi avere la mandibola stanca al risveglio, il mal di testa alle tempie la mattina, o il partner che ti sente digrignare nel sonno. 🦷
Molti non avvertono alcun sintomo doloroso. Tanto che, quando vengono in visita, sembrano cadere dalle nuvole e non riescono a credere di digrignare.
O è questione di acidi?
Qui vale il vecchio detto: la goccia scava la pietra.
Bibite gassate sorseggiate lentamente durante il pomeriggio. Agrumi e succhi. Aceto tutti i giorni. Vino bianco. Le vitamine C da masticare. Gli integratori sportivi.
E poi c’è il reflusso, il più insidioso di tutti, perché può esserci anche senza bruciore: certe persone scoprono di averlo proprio dalla bocca. Questi meccanismi chimici producono l’erosione.
1 su 3 under 35
Uno studio pubblicato sul Journal of Dentistry su oltre tremila giovani adulti europei tra i 18 e i 35 anni ha trovato segni di usura erosiva in circa uno su tre. Sotto i trentacinque anni.
I segni dell’erosione sono diversi da quelli del digrignamento, e una volta che sai riconoscerli li vedi anche tu allo specchio: le superfici diventano più lucide e leggermente concave, come scavate; i bordi dei denti davanti si fanno più trasparenti; e le vecchie otturazioni sembrano sporgere, perché il dente attorno si è abbassato e loro no.
👉 Un consiglio salva-smalto. Dopo qualcosa di acido lo smalto resta ammorbidito per qualche decina di minuti, e in quella finestra spazzolare con forza significa grattare via superficie. Aspetta almeno mezz’ora.
Cosa rischi se lasci correre?
L’usura non fa male ed è esattamente per questo che la si lascia correre. Poi comincia a farsi sentire, e quasi sempre in quest’ordine.
2- Colore: la dentina è naturalmente più scura, quindi il dente consumato appare più giallo anche se lo lavi benissimo. È a questo punto che molti pazienti mi dicono di voler sbiancare i denti — e arrivati a questo stadio i normali sbiancamenti spesso non sono sufficienti.
3- Scheggiature: arrivi a un punto in cui lo smalto rimasto sottile lavora senza sostegno. Ed è lì che il tuo sorriso comincia a sembrare frastagliato.
Nei casi che vanno avanti a lungo il nervo può soffrire, e un dente che era solo consumato diventa un dente da devitalizzare.
E infine, la conseguenza cui nessuno pensa ma che ha risvolti più drammatici: il morso si abbassa. Quando l’altezza si riduce su tutta l’arcata, la parte inferiore del viso si accorcia, le pieghe agli angoli della bocca si accentuano e l’espressione cambia. Sembri più anziano.
Mettitelo bene in testa, perché è il vero motivo per non rimandare: più aspetti, meno smalto ti resta — e i restauri moderni si incollano allo smalto.
Sulla dentina la stessa colla tiene molto meno. Arrivare presto non significa solo curare meno: significa poter usare tecniche che dopo non saranno più disponibili. Tecniche che a uno stadio precoce assicurano maggiore durata nel tempo!
Come si ricostruisce oggi
Veniamo alle buone notizie, perché negli ultimi vent’anni è cambiato tutto.
Il vecchio modo · sottrattivo
Si limano i denti tutt’intorno per fare spazio, e si mettono le capsule. Spesso devitalizzando il dente anche senza carie né sensibilità.
Oggi · additivo
Si aggiunge uno strato sopra quello che è rimasto, incollandolo. Il dente sotto viene toccato solo superficialmente.
Consumare dente sano per ricostruirne uno consumato è un bel paradosso.
Un consenso europeo di esperti pubblicato nel 2017 sul Journal of Adhesive Dentistry lo dice in modo netto: l’intervento ricostruttivo va rimandato il più a lungo possibile, e quando diventa necessario dev’essere il più conservativo possibile. Prima vengono diagnosi della causa, prevenzione e monitoraggio.
Ma se i denti si sono accorciati, lo spazio per ricostruirli da dove salta fuori? Si rialza il morso. Sembra un intervento enorme, e invece è una delle cose meglio documentate di questo campo: le revisioni degli studi mostrano che i pazienti si adattano bene all’aumento della dimensione verticale, senza dolore e senza problemi all’articolazione.
Composito o disilicato di litio?
Di questi due materiali forse hai già sentito parlare, ma sarebbe bene fare un brevissimo confronto per darti qualche elemento di scelta. Ti prometto che non mi addentrerò in inutili discussioni tecniche!
Il composito si può modellare direttamente in bocca, oppure usare per produrre veri e propri manufatti costruiti fuori dalla bocca e poi incollati, come si fa con le capsule in zirconia. Costa meno, si ripara, si corregge. Il limite è che si consuma, e sappiamo anche quanto.
Un gruppo olandese ha seguito per cinque anni trentotto pazienti con usura da moderata a grave, ricostruiti in composito su tutti i denti, misurandoli con lo scanner. Le cuspidi che portano il carico si erano consumate parecchio più delle altre.
0,23 mmperdita a 5 anni · incisivi
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0,43 mmperdita a 5 anni · molari
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15–29 µmsmalto naturale · all’anno
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Per darti un metro di paragone: il composito, in quei pazienti, viaggiava a più del doppio dello smalto.
Ma il composito non si fa solo in poltrona. Si possono fare anche intarsi e overlay in composito, costruiti fuori dalla bocca — in laboratorio oppure fresati al computer — e poi incollati sul dente.
E cambia parecchio. Fuori dalla bocca il materiale indurisce meglio, non si ritira mentre lo metti, e la superficie masticante si disegna con una precisione che in bocca non hai. Hanno anche un pregio che si sottovaluta: si consumano in modo simile al dente naturale che ci mastica contro, quindi non rovinano l’antagonista. E restano riparabili.
Anche su questi ci sono numeri su pazienti veri: ventidue persone con usura grave riabilitate con overlay in composito fresato e seguite per cinque anni e mezzo, con una sopravvivenza accettabile. I molari erano i denti più a rischio, e le scheggiature la causa principale di fallimento.
½ – ¼
Messi a confronto diretto in riabilitazioni complete seguite per tre anni, il disilicato si è consumato circa la metà del composito sui premolari, e circa un quarto sui molari.
Il disilicato di litio è una vetroceramica: si costruisce fuori dalla bocca e si incolla sopra il dente, anche in spessori molto sottili. È il materiale che oggi si usa più spesso per gli overlay occlusali — quelli che in gergo si chiamano table top, dei «coperchi» incollati sulla superficie masticante. Regge il carico e mantiene la forma nel tempo molto meglio del composito. Come materiale ha decenni di dati alle spalle; sugli overlay applicati a denti usurati i follow-up pubblicati arrivano a circa tre anni, e sono buoni.
Il bite non è un accessorio del trattamento: è il trattamento.
C’è una cosa che vale per entrambi i materiali, e viene prima della scelta: se la causa è ancora attiva, qualunque cosa metti sopra si consumerà o si romperà. Se digrigni e non usi il bite, la ceramica non ti salva.
Come affrontiamo l’usura nel nostro Centro
2- La misuriamo e la fotografiamo, per avere un punto di partenza da riguardare tra un anno. Esiste un indice clinico apposta, il BEWE, che dà un punteggio a ogni zona della bocca.
3- Capiamo se è ferma o attiva. È la domanda che conta più di tutte, e cambia completamente cosa conviene fare.
4- Togliamo la causa prima di ricostruire. Il bite se digrigni, un confronto con il medico se c’è di mezzo il reflusso, qualche aggiustamento su cosa bevi e quando ti lavi i denti.
5-Ricostruiamo quando serve davvero, partendo dalla soluzione più leggera che risolve il problema.
Su quest’ultimo punto siamo trasparenti su come la pensiamo: un’usura ferma, senza sintomi e senza problemi estetici, spesso si tiene semplicemente sotto controllo.
Quando vale la pena farsi guardare
Ti riconosci in qualcuno di questi?
Se ne hai due o tre, non c’è nessuna urgenza. Ma vale la pena guardarli insieme, perché con l’usura arrivare presto non costa solo meno: apre porte che più tardi si chiudono.
PARLIAMONE
Vuoi sapere se i tuoi denti si stanno consumando?
Prenotare è semplice: chiamaci o scrivici su WhatsApp. Misuriamo l’usura, capiamo se è ferma o attiva e decidiamo insieme se serve fare qualcosa.
Dott. Filippo Chelli
Direttore Sanitario · Chelli Centro Odontoiatrico
Esperto in implantologia, aiuta da oltre 10 anni le persone a ritrovare la sicurezza e il piacere di mangiare e sorridere con i denti fissi. Porto San Giorgio, Fermo.









